giovedì 24 dicembre 2009


lunedì 7 dicembre 2009

GOVERNO


Consigliarsi è di molti, agire è di uno solo, come dicevano i romani. – Si combatte con le tesi estreme, ma si governa con le tesi medie. – Solone era usato dire: ogni repubblica è come l’ uomo: andare e stare su due piedi; dei quali essere il destro il non lasciare alcun delitto impunito; e il sinistro, ogni ben fatto rimunerare. (Boccaccio) – Non vi è nulla che più offenda l’ anima delle masse che la parzialità e l’ ingiustizia. – Il popolo è oppresso quando il governo è debole. – Osserva S.Gregorio dovere chi all’ altrui governo è preposto, di portarsi in modo che non lasci di esser temuto se scherza, e di esser amato quando si adira. – Perché il senato sia qualcosa, bisogna che ciascun senatore sia qualcuno. (R.Bonghi)

sabato 5 dicembre 2009

POPOLO


L’ ingratitudine del popolo io la reputo infermità, quindi più amore io metto a guarirlo.(Guerrazzi) – Ogni prerogativa che miri a non dipendere che da sé, a sottrarsi alla volontà del popolo, è un attentato contro la società, una insurrezione rivoluzionaria, per lo meno una forma di tirannide. – Il popolo è avido dell’ utile immediato, perché immediato è il suo bisogno. – Gran parte della forza delle nazioni è nel lavoro, nella cultura, nella virtù, nell’ onestà delle classi operaie. (Lessona) – Le classi inferiori partecipano cordialmente alle grandi iniziative spirituali; bisogna saper trovare la via del loro cuore. – Gli esseri collettivi, i popoli, sarebbero forse senza memoria? – Non lasciatevi opprimere dagli uomini violenti, né da quelli che vi predicano la servitù in nome di Dio. – Le classi più utili al benessere della società, più indispensabili alla sua conservazione, ecco il popolo. (Lemannais) – Un popolo gaio è il migliore dei popoli.

martedì 3 novembre 2009

NOVEMBRE


Novembre,mese triste,preludio dell'inverno.Pioggia vento o neve,il tepore di un focolare acceso,un buon libro da leggere.Intitolerei questo "C'era una volta..." Adesso,termosifone al massimo,televisione accesa oppure una rivista scandalistica da leggere e in rari casi un libro in voga.
Cosa vorrei;vorrei poter tornare alle cose semlici di una volta,assaporare di più il tempo,il poco tempo che ci è stato concesso di essere a questo mondo,potendone godere della pioggia,del vento e della neve restando al calduccio di un focolare acceso.

mercoledì 21 ottobre 2009

AMICI


Alcuni si servono degli amici come dei fiori, che si tengono finchè sono odorosi.

domenica 20 settembre 2009

IERI E OGGI (Le vie del Signore)


Questo scritto è stato lasciato,molto più di un secolo fa, da un anonimo soldato sudista, durante la guerra civile americana. “Chiesi a Dio la forza di conquistare, e il Signore mi fece debole perché imparassi umilmente a ubbidire. Chiesi di essere aiutato a fare cose grandi, e il Signore mi fece ammalare perché facessi cose migliori. Chiesi ricchezze perché potessi esser felice, e mi fu data la povertà perché fossi più saggio. Chiesi di tutto per potermi godere la vita, ed ebbi la vita perché potessi godere di tutto. Non ebbi nulla di quello che avevo chiesto, ma ebbi tutto quello che avevo sperato. A dispetto di me stesso, le mie preghiere furono udite. Fra tutti gli uomini sono il più beneficato.

lunedì 14 settembre 2009

EDUCAZIONE


Dall’ insegnamento lo scolaro dovrebbe riportare l’ anima piena, e invece non la trova che inzeppata; dovrebbe averla ingrandita, non gonfiata. – Platone racconta che il primogenito del re di Persia, quando era arrivato ai quattordici anni, era dato in custodia a quattro personaggi: il più giusto, il più saggio, il più temperato, il più forte della nazione: il primo gl’ insegnava a non mentire; il secondo gl’ insegnava la religione; il terzo a rendersi padrone dei propri appetiti; il quarto a nulla temere. – Essendo domandato ad Agesilao che cosa bisognasse insegnare ai fanciulli, egli rispose: Quello che dovranno fare, uomini. – Le api vanno succhiando qua e la i fiori; Ma poi ne fanno il miele che è cosa tutta loro, non è più maggiorana né timo. – Niente vi è e vi potrà essere che sostituisca il sentimento religioso e la famiglia nell’ educazione del fanciullo. – E’ bene eccitare all’ ammirazione dei grandi caratteri mentre la natura è plastica e si presta alle impressioni.

sabato 5 settembre 2009

DONNA


Le donne abbandoneranno i benefici di una notte di Messalina per vivere con un essere che prodigherà loro quelle carezze d’ anima di cui sono tanto ghiotte, e che non costano nulla agli uomini, tranne un po’ d’ attenzione.

giovedì 3 settembre 2009

Conoscenza dell'uomo


Noi siamo considerati per quello che siamo. Il carattere trapela fuori malgrado la nostra volontà. (Emerson). – Nella solitudine la sensibilità si accumula a profitto delle passioni. – I primi a mettersi in moto sono gli uomini d’ iniziativa; gli uomini continuativi vengono dopo. – Quando si sdegna un’ illusione, è sempre a nome di un’ altra illusione. – Gli esseri di second’ ordine, invece di trasformare, l’ avvenimento che incontrano, si trasformano essi stessi nell’ avvenimento casuale: tutto ciò che loro accade ha odore di destino: un amico, un’ amante, la professione. – Vi sono uomini che hanno la volontà degli altri: sono gli esecutori nati di ordini. – Il dualismo della morale professata a parole, e della ipocrita libertà segreta, governa la vita sociale. Fraudolenta anomalia della quale si scopre presto la comoda contraddizione. – Ogni individuo ha un ideale proprio. Fargli balenare la possibilità di raggiungerlo vale quanto dire conquistarlo di netto. – A giudicare rettamente gli uomini bisogna aspettare che siano morti.

giovedì 23 luglio 2009

BUON CUORE


Gli uomini di buon cuore. E’ una lega che si spande in tutto il mondo e non ha nome né segni esteriori di riconoscimento; una lega poderosa nella quale si entra senza alcuna formalità, anche senza saperlo. Gli aderenti però si riconoscono appena parlano insieme. Essi pensano: E’ uno dei nostri”, e senz’altro si stringono in una spontanea amicizia. Questi uomini hanno per legge la pietà universale, per religione il rispetto di ogni sincera manifestazione individuale; la loro ultima meta è la verità. Gli ipocriti gli ingannano qualche volta, e gli egoisti non di rado li sfruttano e li deridono: ma essi vanno innanzi tranquilli e sicuri del trionfo.

domenica 21 giugno 2009

GIORNALISTI

domenica 14 giugno 2009

DISTANZE


La distanza da un uomo ad un altro uomo, da una donna a un’ altra donna, da un cuore ad un altro cuore, quali abissi. La distanza da un continente all’ altro non è nulla a confronto.

martedì 5 maggio 2009

TEMPO


Io ho detto molte volte, e lo dico di nuovo, che un ingegno capace e che sa fare capitale del tempo, non debba lamentarsi che la vita sia breve; perché può attendere a infinite cose e sapendo spendere utilmente il tempo, gli avanza tempo.(Guicciardini) – Tutte le cose sono d’ altri, il tempo solo è nostro.(A.F.Doni) – Il tempo, relativamente a noi, altro non è che la successione delle nostre sensazioni.(P.Verri) – Iscrizione che si legge sul quadrante dell’ orologio di All Souls a Oxford;”Pereunt et imputantur” = Passano le ore e ci sono messe in conto. – Leggenda scritta sulla meridiana della villa di Ferdinando Martini a Monsummano: Horas non numero nisi serenas.= Non segno che le ore serene.

domenica 3 maggio 2009

VERITA'


La luce della verità non sempre illumina, ma spesso abbacina gli esseri deboli che non sanno sopportarla. Essi hanno bisogno, per poter vivere, della penombra della menzogna.

venerdì 10 aprile 2009

SPERANZA


La speranza è come il sole, che, se andiamo verso di lui, getta l’ ombra della nostra soma dietro di noi. (Smiles)
E’ sperando che si trova l’ insperato. (Eraclito)
Je n’ ai jamais connu l’ art de desesperer. (Victor Hugo)
Noi dobbiamo sperare in Dio, perché la speranza è amore, e chi non spera non ama. (Tommaseo)
Certamente divina deve essere quella religione che ha formato della speranza una virtù. Tanto è il bene che mi aspetto, - Che ogni pena mi è diletto. (Un santo)

giovedì 19 marzo 2009

MUSICA E POESIA




Secondo Schiller c’ è una posizione musicale che precede la creazione poetica. Egli dice: La percezione è in me, da principio, senza obietto chiaro e definito; questo si forma più tardi: un certo stato d’ animo musicale che precede e genera in me l’ idea poetica.

venerdì 13 marzo 2009

UNA LACRIMA

domenica 1 marzo 2009

LEGGE



Anassagora paragonò la legge a una tela di ragno la quale ferma i piccoli animali e lascia passare i grossi.

mercoledì 21 gennaio 2009

VECCHIAIA


La tragedia della vecchiaia non consiste nel fatto di esser vecchi, ma nel fatto di sentirsi ancora giovani. (O.Wilde)

mercoledì 7 gennaio 2009

TIC - TAC


Queste gocce del tempo, che cadono senza posa, ed esauriscono, senza possibilità di rifornimento, il deposito assegnato ad ognuno.

LIBRO


Non vi è utile opinione o strampalato progetto che non siano andati a trovare un autore, un libraio e un lettore. – Un libro unico fra le mani di mille lettori, diviene mille libri diversi. Un bel libro mi entusiasma e m’ infiamma, rompe le catene delle mie abitudini e mi spalanca gli occhi sulla mia propria potenza e su tutte le possibilità che cela.

giovedì 27 novembre 2008

Una persona che non dimenticherò mai


Fra gli scrittori pratesi minori che operarono dalla fine dell'Ottocento, Moisè Cecconi tiene un posto a sè per alcuni caratteri di vita e per il complesso della sua opera, varia anche se non abbondante, dalla novellistica al romanzo, dall’aforisma al teatro. Nato a Jolo di Prato il 19 febbraio 1870, ebbe vita lunghissima: morì infatti il 25 settembre 1963, purtroppo quasi del tutto dimenticato, fuori ma anche nella nostra città, dove vivente non gli era stata prestata che scarsa attenzione, sebbene avesse partecipato ai più importanti movimenti letterari dei primi anni del secolo. Era stato, se pure saltuariamente, collaboratore del "Il Marzocco" il settimanale diretto dagli Orvieto, una pubblicazione di grande rilievo almeno fino alla prima guerra mondiale. Indubbiamente per favorire il Soffici che gli era parente, aveva anticipato qualche somma per fondare "La Voce"; denari, aveva assicurato poi Prezzolini, che gli erano stati tutti restituiti. Perduta la prima moglie, si era risposato con una canadese, che almeno a giudicare dal nome (una Le Liévre de St. Remy) doveva essere di origine nobile. Qualcosa del "gentilhomme campagnard" era infatti nel Cecconi, che quando non viveva nella sua proprietà terriera di Jolo frequentava gli ambienti letterari sia di Firenze, dove aveva fatto amicizia col D’Annunzio, che di Parigi dove indirizzò il cugino Soffici allorchè quest’ultimo vi si recò per il rodaggio artistico-letterario.
Diceva di sè, il Cecconi, di fare l’agricoltore per vivere, un pò d’arte per non morire, coltivando vigne e paradossi, odorosi fieni e variopinte illusioni. Da buon pratese studiò al collegio Cicognini, che lo vide allievo attento e partecipe, buon cultore di greco e di latino. Studiò con entusiasmo anche quando, dopo varie vicende familiari, dovette troncare gli studi intrapresi alla facoltà di lettere dell’Università di Firenze. La sua predilezione per le lingue classiche, unita alla conoscenza del francese e dell’inglese, la si ritrova anche in certe citazioni frequenti, che allargano un orizzonte che forse a certuni poteva sembrare angusto, ma non lo era. Conobbe anche Giovanni Pascoli e fu in stretta corrispondenza con Emile Zola, col quale trattava fatti ed avvenimenti dell’epoca oltre che d’arte e letteratura. Per il teatro scrisse un dramma, "Sulla via di Damasco", che non ci risulta mandato a stampa. L’attività maggiore la dette alla narrativa con il romanzo "La fidanzata del vento" (Vallecchi , Firenze, 1934) ed alcuni volumi di racconti: "Il primo bacio ed altre novelle bizzarre" (Treves, Milano, 1916), "La principessa ermetica ed altre novelle" (Bemporad, poi Gonnelli, Firenze, 1911), "Racconti per convalescenti" (Treves, Milano, 1916) e "Elogio della perfetta ignoranza" (Vallecchi, Firenze, 1927). Il Cecconi ha raccolto anche "Il taccuino perduto" (Treves, Milano, 1915), una serie di pensieri e riflessioni sulla vita del tempo.E non dimentichiamo (Farmacia dell'anima)mai pubblicato.

OCCASIONI PIRANDELLIANE
CRISTINA GRAGNANI, Pirandello lettore di Cecconi e di Manzoni
Attraverso il riscontro con alcuni frammenti di una novella di Moisè Cecconi,"La smigliacciata", che trovano posto nel "Taccuino di Harvard", Cristina Gragnani dimostra, soprattutto basandosi sulle varianti della novella "Un invito a tavola", come Pirandello abbia risentito in certe scelte linguistiche delle espressioni vive e colloquiali dello scrittore toscano. Ancora nel "Taccuino di Harvard", in posizione contigua a quella delle trascrizioni da Cecconi, sono registrate alcune espressioni manzoniane, che l'autore siciliano, pur inserendo nel proprio, personalissimo stile, usa in novelle e romanzi. Nonostante le posizioni ascoliane, infatti, Pirandello è attratto dalla lingua 'risciacquata' in Arno di Manzoni e dalle espressioni di Cecconi, scrittore autenticamente toscano.

mercoledì 26 novembre 2008

GOLA


Non lasciatevi sedurre dalla gola. E’ una civetta maliarda che rovina continuamente stomachi e famiglie. Se volete mantenervi sani, vi consiglio un cuoco ed una cuoca che sono sempre a vostra disposizione. Sono molto abili; e sanno preparare con poca spesa vivande quanto mai gustose. Sono marito e moglie: lui si chiama Appetito, e lei, più brava di lui, Fame. Provateli.

martedì 18 novembre 2008

DELICATEZZA

La delicatezza fu ben definita: l’ eleganza della probità. E’ una forza che domina se stessa e opera con garbo e con economia. La delicatezza è nell’ animo; la finezza è nell’ intelligenza.

venerdì 7 novembre 2008

AMORE


Quand on vient de voire la femme qu’ on aime, la vue de toute autre femme gate la vue, fait physiquement mal. – Chi ama, quando sia lontano dall’ oggetto amato si sente ricco delle idee le più ingegnose atte ad esprimere ed illustrare i sentimenti che prova, mentre la presenza della persona amata porta come effetto immancabile il vuoto cerebrale e l’ ammutolimento. – Il vero amore deve essere un poco melanconico. – Bni aut mali mores, sunt boni aut mali amores. (S.Agostino)